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Sostituire un dente perduto non significa solo riempire uno spazio. Significa restituire funzione, estetica e stabilità nel tempo, con una pianificazione che non lascia nulla al caso.
L'implantologia è la branca dell'odontoiatria che si occupa di sostituire i denti mancanti mediante impianti: piccole viti in titanio inserite nell'osso mascellare o mandibolare, che fungono da radice artificiale per la successiva protesi — una corona, un ponte o un'intera arcata.
Il principio biologico su cui si fonda è l'osteointegrazione: la capacità dell'osso di legarsi stabilmente alla superficie dell'impianto, rendendolo un ancoraggio solido e duraturo. È una soluzione che, a differenza delle protesi mobili, non grava sui denti adiacenti e preserva l'osso nel tempo.
Non inserisco un impianto sulla base di una semplice radiografia. Ogni caso parte da una valutazione tridimensionale con CBCT, che permette di conoscere con precisione il volume osseo disponibile, la posizione delle strutture anatomiche da rispettare e il punto esatto in cui l'impianto avrà la migliore stabilità e la migliore resa protesica.
La posizione dell'impianto non la decide la chirurgia. La decide la protesi finale, a ritroso.
Questo significa pianificare il risultato estetico e funzionale prima ancora di operare, e portare in sala solo ciò che è già stato deciso al millimetro. Meno improvvisazione, più prevedibilità — per il paziente, è meno invasività e risultati che durano.
L'approccio digitale all'implantologia che applico nello studio nasce da un lavoro di ricerca pubblicato sulla letteratura scientifica internazionale. Due contributi, in particolare, riguardano la chirurgia implantare guidata e il flusso digitale CAD-CAM:
Riferimenti bibliografici reperibili su PubMed.
Le informazioni contenute in questa pagina hanno finalità descrittiva e non sostituiscono una visita specialistica. Ogni piano di trattamento è valutato individualmente. L'esito di ogni terapia dipende da variabili soggettive e non può essere garantito in modo generalizzato.